Inserimento di un foglio cereo su un telaino

La procedura di “armamento” è uguale sia se si tratta di talaino da melario che da nido. Bisogna attrezzarsi di un normale caricabatterie per auto da 6\8 ah, uno zigrinatore e ovviamente fogli cerei e telaini, precedentemente armati con filo di acciaio. Per prima cosa bisogna eseguire la fase di zinigratura del filo, affinchè il foglio non scivoli, poi si attacca il carica batteria ad una presa di corrente, lo si accende e si procede ad eseguire la fase più delicata e cioè far si che il filo di acciaio fondi la cera sovrastante finchè non sarà ben inserito, quindi si può togliere la corrente. (In foto telaino da nido), poi Il telaino ultimato viene inserito nell’arnia.

La sciamatura naturale
Ed eccoci pronti per la fantastica avventura, nel recuperare uno sciame, attrezzandosi di una speciale tuta, maschera e guanti (per proteggersi da indesiderate punture delle api), di spatola, affumicatore e quant’altro possa essere di ausilio a tale operazione. Non sempre il recupero si presenta semplice, a volte si tratta di recuperarlo su una piccola pianta da frutto, altre volte su una di ulivo, su di un vigneto, sulla punta di un alto pino, su un ramo sporgente o su un tronco. La sciamatura naturale non è altro che una divisione della famiglia, la quale comporta sia un aumento di famiglie (ovviamente se lo sciame viene recuperato) sia una compromissione di un eventuale raccolto da parte della famiglia di origine. Essa si manifesta, solitamente, a cavallo della primavera, periodo in cui vi è il massimo raccolto (cosa che aiuterà sia il ceppo che lo sciame a riprendersi) In questa foto lo sciame da recuperare non presenta difficoltà eccessive, è su una pianta di ciliegio.

Posizione dello sciame
Sciame situato sulla punta di un pino, il recupero si è presentato  difficile c’è stato bisogno di arrampicarsi e poi ci si è aiutati con una corda per farlo scendere giù e sciame posizionatosi sul ramo di una pianta di pesco.
Lo Sciame viene posizionato sul tronco di una pianta di pesco e sciame posizionatosi su una vite

Posizionamento dell'arnia
Anche questo ha scelto una piccola e comoda pianta di ciliegio ed posizionamento dell’arnia per il recupero dello sciame.
Successivamente scuotendo la piccola pianta e con l’aiuto di un’apposita spatola, delicatamente, si cerca di staccare le api dalla pianta e di farle cadere dentro l’arnia. E poi ecco che lo sciame è stato recuperato.
Anche se non tutto è finito nell’arnia, si lascerà indisturbato per diverse ore, e solo quando tutte saranno dentro, dopo essere stata prudentemente chiusa, l’arnia, viene spostata e collocata insieme alle altre, nella posizione scelta.

La smelatura
L’atto conclusivo delle fatiche di un apicoltore è la smelatura ossia l’estrazione del miele dai telaini. Per prima cosa bisogna prelevare i telaini dai melari e solo a fine stagione i melari vengono separati dall’alveare e per fare ciò bisogna innanzitutto allontanare le api.
Uno dei metodi per allontanare le api è ricorrere all’uso del soffiatore d’aria, questa tecnica in nessun modo va a pregiudicare e modificare le proprietà fisico-chimiche ed organolettiche del miele.
Si può osservare anche il melario appena aperto, sopra ai telaini possiamo osservare le api che andremo ad allontanare utilizzando il soffiatore d’aria.
Le api sono state appena allontanate, da come è possibile vedere, i telaini sono pronti per essere estratti.

Le cellette
Osservando il telaino si nota che ha le cellette che contengono il miele opercolate, il che significa che risulta ultimata la trasformazione del nettare. Estratti i telaini, l’arnia viene richiusa con il suo coperchio metallico.
Telaino poggiato in un melario vuoto, utilizzato durante la fase di estrazione e per tutto il tragitto fino a raggiungere il laboratorio di smelatura. Una volta a destinazione i melari vengono sovrapposti uno sull’altro.

Processo di lavorazione

In laboratorio inizia il processo di lavorazione del miele. Il primo passaggio è la disopercolatura, ossia l’asportazione del sottile strato di cera (opercolo) che le api depositano su ogni celletta di miele, a protezione dello stesso. Il processo consiste nel prelevare uno ad uno i telaini dal melario adagiandoli sul banco disopercolatore di acciaio inox per eliminare l’opercolo, che può essere totale o solo in parte. Per tale operazione ci si avvale sia di un coltello seghettato per asportare lo strato di cera esterno, sia di una speciale forchetta per andare sulle parti inaccessibili al coltello. (In foto è stato utilizzato il coltello)
Ora il telaino è pronto per essere messo nello smelatore

Lo smelatore
Lo smelatore non è altro che un grosso recipiente cilindrico di acciaio inox, esso è di due tipi diversi: tangenziale (foto), in cui i telaini girano in modo tangenziale al centro e la smelatura avviene per facce, una volta smelata la prima facciata bisogna girare i telaini manualmente per far si che vengano smelati dall’altro lato o radiale, in cui i telaini girano in modo radiale al centro, per smelare entrambe le facce basta invertire il senso di rotazione senza girare i telaini.
 Può avere diverse capacità (in foto 6 telaini). Esso può essere avviato per mezzo di un motorino elettrico o come visibile in foto manualmente girando una manovella, la rotazione dell’asse all’interno permette l’estrazione del miele per forza centrifuga. Il miele sbattendo contro le pareti, cola, accumulandosi sul fondo dello smelatore ed i favi ("i telaini") vengono solo svuotati e ridati alle api quasi intatti.

Il miele è estratto
Nella parte inferiore dello smelatore abbiamo un foro che permette al miele accumulatosi sul fondo di defluire in un recipiente, generalmente un secchio di plastica, atto a contenere alimenti.
Il miele estratto in questa fase è ancora grezzo, in quanto contiene molte impurità, rappresentate prevalentemente da particelle di cera. Quindi l’operazione successiva consiste nel filtrarlo in un apposito filtro a sacco posto su una struttura appoggiata sulla parete superiore dei decantatori. Nel decantatore il miele rimane per 20/25 giorni ed è la fase in cui il miele “matura”. E’ un processo fisico naturale, in cui tende a purificarsi, ossia tutte le piccole particelle ancora in soluzione emergono in superficie insieme all’aria che il miele aveva assorbito durante le precedenti manipolazioni (dalla smelatura alla filtrazione). Al termine del processo, si potrà osservare sulla superficie una schiuma biancastra che viene rimossa con la schiumarola. Con l’eliminazione della schiuma si chiude il processo di lavorazione artigianale del miele ed è pronto per essere invasettato.

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